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Itinerari
La Provincia del Vino
È una striscia di terra disegnata dallo scorrere di
due fiumi verso nord, verso il grande Po, e a sud è
coronata dai monti alti dell'Appennino. Su questo lembo di
provincia, che le acque del Panaro ad Oriente e del Secchia
rendono fertile, da millenni si rinnova il mito enogastronomico
della cucina modenese. Il suo lungo romanzo si dipana attraverso
il corso di innumerevoli generazioni di gente operosa, affondando
le radici soprattutto nella cultura contadina, nei valori
della tradizione, nei segni del folklore da conservare come
patrimonio di civiltà. Da questo stesso romanzo che
si è consolidato e perfezionato nel corso del tempo,
è nata una importante e florida industria agroalimentare,
dove i prodotti tipici non solo vengono considerati un mezzo
economico, ma sono diventati un simbolo di civiltà
e di cultura, segno tangibile di reciproco stretto vincolo
che lega la gente modenese alla propria terra. Il lambrusco
è uno di questi "tipici". Un vino che ha
tutte le caratteristiche della terra dalla quale proviene
e della gente che lo produce: onesto, caparbio, energico,
frizzante, schietto, scherzoso, allegro, gioviale, versatile,
impegnato ma mai troppo "impegnativo".
Il Lambrusco: uno e trino
Lo si incontra tra leggende mitologiche e storie d'archivio,
tra antichi proverbi contadini e quadri di pittura moderni.
Di "Vitis labrusca" come vitigno selvatico, si parla
fin dall'epoca romana, ma solo nel XIX secolo alcune linee
genetiche prevalgono e assumono, grazie alle caratteristiche
naturali e all'evolversi del lavoro del 'uomo, una fisionomia
specifica. Si arriva così a codificare tre tipi di
vino simili, ma distinti. Il Lambrusco a Modena in realtà
si divide in tre, uno e trino: Lambrusco di Sorbara, Lambrusco
Salamino di Santa Croce e Lambrusco Grasparossa di Castelvetro.
Ognuno di questi presenta, all'interno della casistica generale
del Lambrusco, proprie caratteristiche ben definite, con una
propria fisionomia distinta, che deriva innanzitutto dalle
diversità delle caratteristiche naturali dei vitigni
impiegati, dalle peculiarità delle zone di origine
che si differenziano nella composizione del suolo, nel microclima
e dal lavoro dell'uomo. Dal 1970, il Lambrusco di Sorbara
il Lambrusco Grasparossa di Castelvetro e il Lambrusco Salammo
di Santa Croce hanno ottenuto la Denominazione di Origine
Controllata.
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